{"id":1014,"date":"2010-12-17T20:13:09","date_gmt":"2010-12-17T20:13:09","guid":{"rendered":"http:\/\/laboratoriourbanoaperto.wordpress.com\/?p=779"},"modified":"2015-08-31T16:45:08","modified_gmt":"2015-08-31T16:45:08","slug":"unidea-per-piazza-mazzini-a-lecce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboratoriourbanoaperto.com\/lua\/index.php\/archives\/1014","title":{"rendered":"Un&#8217;idea per Piazza Mazzini a Lecce"},"content":{"rendered":"<div class=\"l-submain\"><div class=\"l-submain-h g-html i-cf\"><p style=\"text-align: justify;\"><strong>Piazza Mazzini, una proposta di processo<a ref=\"magnificPopup\" href=\"https:\/\/laboratoriourbanoaperto.com\/lua\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/mazzini-io-abito-qui-copia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-780\" title=\"mazzini io abito qui  copia\" src=\"https:\/\/laboratoriourbanoaperto.com\/lua\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/mazzini-io-abito-qui-copia.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"507\" srcset=\"https:\/\/laboratoriourbanoaperto.com\/lua\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/mazzini-io-abito-qui-copia.jpg 631w, https:\/\/laboratoriourbanoaperto.com\/lua\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/mazzini-io-abito-qui-copia-284x300.jpg 284w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Piazza Mazzini ricorda una di quelle scatole di cioccolatini assortiti che si regalavano negli anni settanta. Un gioiello per l&#8217;epoca, oggi un dolcetto al liquore dimenticato nella credenza del salotto. Abbiamo seguito con attenzione il dibattito sulla riqualificazione dell&#8217;area. Numerose delle visioni e suggestioni proposte dai colleghi e dagli amministratori appaiono non solo condivisibili, ma offrono interessanti spunti di riflessione. Cosa ci fa percepire come degradato un luogo come Piazza Mazzini? Anzi cosa \u00e8 il degrado? In altre aree della citt\u00e0, come ad esempio nel quartiere Leuca, su cui la nostra ricerca \u00e8 tutt&#8217;ora in corso, il degrado viene associato al senso di abbandono di un luogo fisico. Tra le criticit\u00e0 segnalate dai cittadini ricorrono spesso la mancanza di pulizia nelle strade, la carenza di servizi, di spazi per il commercio, di centri di aggregazione, le aree male illuminate. In Piazza Mazzini il tema \u00e8 ribaltato. Parliamo di un centro commerciale naturale, ricco di servizi, banche, di un&#8217;area pedonale, di una fontana, alberi, sedute. Che tipo di abbandono \u00e8 rintracciabile allora? Noi pensiamo che qui a latitare sia il senso di residenza. L&#8217;appartenenza ad un luogo non \u00e8 solo riconducibile all&#8217;abitarvi. Risiedere, abitare un luogo attiene all&#8217;idea stessa di identit\u00e0, per quanto fluttuante, che si costruisce in ogni area della citt\u00e0, a volte in modo sorprendentemente repentino. In altri termini Piazza Mazzini pu\u00f2 essere abitata da chiunque indipendentemente dal luogo di residenza. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> Non vorremmo essere fraintesi. Il tema principale della piazza non pu\u00f2 prescindere dal commercio, visto che i negozi e le altre attivit\u00e0 sono i protagonisti di questo spazio urbano. Tuttavia, l&#8217;idea di spostare l&#8217;attenzione dalle difficolt\u00e0 della vendita al dettaglio, pi\u00f9 volte segnalate dai commercianti, al senso pi\u00f9 esteso dell&#8217;abitare potrebbe portare dei benefici all&#8217;intero sistema socio-economico dell&#8217;area. Riprogettare uno spazio, costruendo o facilitando la nascita della sua identit\u00e0, \u00e8 un passaggio gi\u00e0 di per s\u00e9 progettuale. Anzi fondamentale per arrivare a fare di quest&#8217;area problematica nel centro della citt\u00e0 un vero luogo di aggregazione, una piazza in cui passeggiare, vivere e anche fare shopping. In molte delle occasioni in cui ci siamo confrontati con temi urbani, l&#8217;aspetto pi\u00f9 interessante, a nostro avviso, \u00e8 stato proprio il contributo che gli abitanti, i fruitori, i portatori di interesse hanno dato alla costruzione dell&#8217;immagine di quel luogo. Un percorso che apre il campo ad un processo di amplificazione dell&#8217;immagine, grazie all&#8217;apporto e all&#8217;immaginazione di molti soggetti che apparentemente non sono in grado di progettare e che invece diventano il motore stesso del processo. Un esempio pratico di questo approccio \u00e8 il lavoro iniziato nel quartiere Le<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\">uca per conto dell&#8217;amministrazione comunale di Lecce e che ha visto fianco a fianco il LUA (Laboratorio Urbano Aperto), di cui Metamor \u00e8 parte attiva e le Manifatture Knos. Grazie alla collaborazione di numerose realt\u00e0 associative che hanno partecipato al processo abbiamo provato a comporre un&#8217;immagine complessa del quartiere, invitando a costruirla il maggior numero di persone possibile. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> Ma c<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\">ome si fa la partecipazione? Il metodo ha i suoi strumenti consolidati e si fonda da una parte sulla raccolta empirica di dati, che avviene attraverso l\u2019osservazione, l\u2019interazione e l\u2019ascolto degli abitanti, dall&#8217;altra sulla formulazione di ipotesi, teorie e scenari da sottoporre ad esperimento. Dalla raccolta quindi si passa in maniera quasi simultanea alla sistematizzazione delle informazioni e quindi al progetto. A nostro avviso, la questione del metodo riassume in s\u00e9 un punto nodale. I processi partecipati hanno senso se si arriva a definire buoni progetti. Coinvolgere senza creare resterebbe altrimenti un esercizio sterile. Ascoltare, stimolare, lasciarsi sollecitare dalle visioni altrui \u00e8 un patrimonio che riteniamo insostituibile. Per fare in modo che questo scambio avvenga nella maniera meno ingessata possibile, ci serviamo di un approccio che potremmo definire \u201ccreativo\u201d, abbiamo scelto di liberare i linguaggi moltiplicando il flusso di informazioni.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> I<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\">l meccanismo \u00e8 semplice, almeno apparentemente, tanto da poter essere utilizzato anche su porzioni territoriali pi\u00f9 ampie. ed \u00e8 quello che abbiamo gi\u00e0 sperimentato nel costituendo Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli che si trova nel sud Salento. In questo caso, ad interagire con gli abitanti, in un&#8217;atmosfera di reciproco scambio e collaborazione, sono state figure esterne al contesto: associazioni, professionisti, artisti, tecnici, ma anche singoli individui che interessati a dare il proprio contributo. Dalla collisione delle esperienze e dei punti di vista si generano nuove visioni. Pensate a quello che potrebbero dirci coloro che tutti i giorni vivono la piazza e il quartiere. I commercianti, gli abitanti, i fruitori, i professionisti, i vigili urbani, i ragazzi che si ritrovano ai margini del quadrato pedonale. Tutti con un insostituibile bagaglio di conoscenza del luogo. Gli incontri di questo tipo sono tutt&#8217;altro che improvvisati. La formula \u00e8 quella del laboratorio di progettazione partecipata e produce una serie di documenti . Le informazioni accumulate durante il processo creativo (che vanno dal video alla fotografia, dalla raccolta di memorie alla costruzione di proposte in forma di documenti visivi, installazioni, interviste, racconti teatrali) entrano nel bagaglio di conoscenze del progettista che sar\u00e0 portato a ridisegnare il luogo contando su un punto di vista aumentato. L&#8217;architetto non caler\u00e0 dall&#8217;alto il suo progetto, perch\u00e9 si sar\u00e0 preventivamente confrontato con il complesso di visioni e scenari a disposizione. Anzi l&#8217;architetto \u00e8 parte integrante del processo di ascolto. Un altro aspetto fondamentale di questo tipo di approccio \u00e8 la sua immediatezza<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di arrivare ad un avvicinamento e ad un ascolto degli abitanti e della citt\u00e0 senza mediazioni. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> Cosa si pu\u00f2 fare dunque per Piazza Mazzini e per il quartiere? Ascoltare senza stare in silenzio. Unire le forze, raccogliere informazioni, raccogliere punti di vista, mettersi in gioco, filmare, fotografare, andare a cercare le persone nei luoghi della vita di tutti i giorni, farsi influenzare dai racconti degli altri, rispondere alle domande e restituire agli abitanti tutte le suggestioni raccolte, passo dopo passo fino all&#8217;invenzione della nuova Piazza Mazzini. Senza rinunciare al proprio ruolo di progettisti ma anche rinunciando a pensare che una soluzione sia migliore dell&#8217;altra prima di essersi confrontati con chi dovr\u00e0 vivere nei nostri progetti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piazza Mazzini, una proposta di processo Piazza Mazzini ricorda una di quelle scatole di cioccolatini assortiti che si regalavano negli anni settanta. Un gioiello per l&#8217;epoca, oggi un dolcetto al liquore dimenticato nella credenza del salotto. 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