Paduli-Parco Agricolo Multifunzionale

Aprile 07, 2011
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I Comuni dei Paduli sono stati ammessi a finanziamento dal Programma di Rigenerazione Urbana e Territoriale dei centri urbani minori. Il risultato del bando regionale (Asse 7 Azione 7.2.1) ha premiato l’impegno pluriennale del Comune di San Cassiano che nel 2003, insieme all’associazione Lua (Laboratorio Urbano Aperto), avviò il lungo percorso di partecipazione conclusosi nel 2008 con la sottoscrizione di un protocollo d’Intesa con l’assessorato all’Assetto del Territorio della Regione Puglia per la sperimentazione congiunta e condivisa del nuovo Pptr (Piano Paesagistico Terririale Regionale).

Il protocollo, che vede il Comune di San Cassiano come ente capofila ha come obiettivo la realizzazione del “Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli”. Per le sue caratteristiche peculiari, il parco dei Paduli è stato infatti designato come progetto pilota del redigendo Piano Paesaggistico Regionale e nel giugno del 2011 ha adottato un Programma Integrato di Rigenerazione Urbana Territoriale che ha unito i Comuni di San Cassiano, Botrugno, Scorrano, Surano, Nociglia, Supersano, Sanarica, Maglie, Muro Leccese e Giuggianello.

Le direttrici d’intervento:

I Comuni di San Cassiano, Supersano, Surano, Nociglia, Botrugno, Scorrano, Sanarica, Giuggianello, Maglie e Muro Leccese, appartengono ad un ambito territoriale che per caratteristiche fisiche, morfologiche, urbane, ambientali, paesaggistiche e storico-culturali, sono fortemente interconnessi; questo territorio prende il nome di Paduli, immensa distesa di ulivi secolari, anticamente occupato dal Bosco Belvedere, la cui esistenza ha storicamente influenzato la vita e le attività dei centri urbani che lo circondano.

L’articolata infrastrutturazione viaria dei Paduli è costituita da percorsi prevalentemente stretti, alcuni asfaltati altri ancora sterrati. In linea teorica tale reticolo consentirebbe un’accessibilità agevole, ma contestualmente labirintica e conosciuta solo da chi quotidianamente ha frequentato e frequenta tali zone.

Il progetto si inserisce all’interno dell’ASSE VII azione 7.2.1 e prevede tre interventi distinti:

il primo riguarda la realizzazione, il potenziamento e il completamento di una rete ecologica (reti verdi e blu) per la mobilità lenta e sostenibile attraverso i Paduli e di connessione ai  10 interventi di rigenerazione previsti nei centri urbani.

Il percorso distinto in tre linee tematiche si estende per circa 25 chilometri attraversando diversi tipi di paesaggio da quello agricolo e naturale (uliveti secolari, boschi di Quercie, gariga, canali, vore, masserie) a quello urbano e dei centri storici e si sviluppa lungo il collegamento che storicamente metteva in comunicazione Gallipoli a Otranto e longitudinalmente Lecce a Leuca (Via Vecchia di Lecce, Via delle Franite) in continuità al sistema delle ciclovie area vasta 2010.

Il secondo intervento prevede un programma più generale di connessione immateriale volto alla realizzazione di un sistema aperto di informazioni e servizi dialoganti di supporto alla rete dei percorsi materiali.  Una rete wi-fi, che si svilupperebbe lungo tutto il percorso, connessa a un portale al servizio della comunità e del suo sviluppo. Uno spazio all’“aperto” e aperto, che al tempo stesso mette in rete e valorizza le testimonianze materiali e immateriali delle comunità e del suo ambiente; che le acquisisce, le conserva, le espone e, soprattutto, le comunica ai fini di studio, educazione.

Il terzo intervento prevede attività di partecipazione degli abitanti.

Infatti una quota di servizi del quadro economico sono previsti da assegnare tramite bando di evidenza pubblica (in allegato) per attività di partecipazione gestite dai Laboratori Urbani Bollenti Spiriti, dalle associazioni o raggruppamenti temporanei di cittadini per la promozione e implementazione delle attività di rigenerazione urbana come segnalato dal PIRT e in continuità con l’esperienza dei Laboratori Urbani realizzati fino al 2009. (Paduli 2005, Maledetti Paduli 2006, Super Paduli 2009)

Il progetto di una rete di interconnessione tra centri minori all’interno del Parco intreccia motivi di salvaguardia e tutela del territorio con la difesa di una funzione economica come quella agricola che ha segnato la storia dello sviluppo economico di quest’area; un progetto che tiene conto di una domanda sociale sempre più ampia, alla ricerca di spazi aperti, fruibili e ricchi di significativi valori culturali, il tutto in un contesto di area rurale svantaggiata rispetto ai due sistemi costieri.

Il progetto muove dall’intenzione quindi di “integrare” agli usi spontanei delle comunità, i servizi (Laboratori Urbani Bollenti Spiriti), le attività produttive legate all’agricoltura, l’architettura, la storia, la cultura popolare e il paesaggio in un unico piano di connessione.

Il percorso diventa il luogo dove si conservano, tutelano, raccolgono, divulgano e si rendono accessibili tutti i beni sia materiali (boschi, uliveti, cripte, masserie, piazze, spazi di servizio) che immateriali del territorio (racconti orali, ricerche di natura storica, archeologica, architettonica, antropologica, sociologica, botanica, agraria, prodotti all’interno dei Laboratori di partecipazione realizzati dal 2003-2009) proponendo così al fruitore un inedito percorso conoscitivo ragionato ed esplicativo.